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Cosa ho scritto quest’anno (2010 Edition)

Anche quest’anno ripropongo la bieca operazione dell’anno scorso, il best of dell’anno 2010. È stato un anno poco prolifico (appena 10 post, incluso questo), che mi ha visto condividere perlopiù mini pensieri sui social network che contenuti ragionati. Ma procediamo con ordine:

Gennaio (1 post)

Niente di che, un post di servizio per promuovere “M’illumino di meno” e per giocare ancora con i microformats, in questo caso con hcalendar.

Febbraio (3 post)

Il mese più corto è stato quello più “prolifico”. Un reportage da Barcelona, dove ho seguito i test della Formula 1 è sicuramente l’unico degno di nota. Gli altri due post sono una previsione non avverata e un po’ di ironia su certo marketing non proprio azzeccato.

Aprile (2 post)

Comincia un po’ la decadenza. Due post del tutto estemporanei: una foto di una pubblicità di Internet Explorer e una citazione dall’ultima puntata di Boris, questa da leggere.

Giugno (1 post)

Ecco l’idea! Un unico post, ma dai risvolti inaspettati. Tutto comincia con un asciugamano (che nessuno mi ha ancora regalato) e prosegue con un mini servizio ancora molto embrionale, per il quale spero di trovare più tempo, prima o poi.

Settembre (1 post)

L’addio al blog self-hosted. Non avendo scritto molto fino a quel momento, ho deciso di chiudere baracca e spostarmi su un servizio shared. Meno sbattimenti, certo, ma anche un po’ meno flessibilità. Vedremo quanto resisterò in questa gabbia dorata.

Ottobre (1 post)

Arrivano gli ebooks in italiano! Potevo farmi sfuggire l’occasione di provarli? Certo che no! Ecco qualche pensiero su un modello stupido, ma che forse (purtroppo) reggerà. Magari nel 2011 vi spiego perché.

2011

Questa volta qualche impegno e qualche previsione per il 2011 voglio farla, così almeno sentirò l’obbligo di rispettare la parola data a quei due/tre che si ostinano a tenermi tra i feed.

Mi piacerebbe innanzitutto riprendere l’esperienza del Wikinaufragio, renderlo un appuntamento fisso. Poi, penso che sparerò su WordPress qualche riflessione breve, sullo stile di Tumblr, oltre alle immancabili foto di scarsa qualità fatte a cose viste per strada.

Una cosa che sicuramente non voglio fare, è trovare un argomento su cui specializzarmi, un fil rouge, mi piace mantenere un approccio confusionario, poter parlare di “guerra e marketing, patatine e caldaie, macchine da scrivere e pneumatici da strada, telefonia e maglioni, televisione e ristorazione autostradale” (tanto per citare). In fondo non scrivo per un ranking di Google o per creare una grande community, ma per divertirmi e per quei due/tre che mi tengono ancora nel feed (e ai quali probabilmente piace questo approccio).

Buon Anno nuovo!

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So long, and thanks for all the fish

Questo post è stato scritto su giovannitufo.com per salutare il vecchio spazio. Benvenuti in quello nuovo!

Ho iniziato a scrivere questo blog il 15 maggio 2007,  su wordpress.com. Il 15 luglio 2008 ho registrato questo dominio (giovannitufo.com) e spostato tutta la baracca qui. Mi sono divertito molto e ho avuto modo di imparare diverse cose, ho ricevuto complimenti che non mi aspettavo e usato questo spazio come finestra su di me.

Però questo spazio costa tempo e fatica (e denaro), tempo che non trovo più. Non che non abbia più niente da dire, non ho nessuna crisi dello scrittore…anche perché scrittore non lo sono di sicuro! Il fatto è che i social network ormai veicolano quasi tutta la mia “produzione”, per lo più estemporanea e veloce. Scrivere anche solo quattro righe su un blog richiede un lavoro paziente, devi controllare quello che scrivi, devi documentarti, devi argomentare. Aggiornare uno status su facebook o pubblicare una foto su flickr sono forme più immediate, fruibili persino in movimento. Un blog “non specialistico” non ha più nessuno spazio.

Per questo motivo, approfitto della scadenza di questo dominio (in alto dovreste poter vedere un conto alla rovescia) per chiudere questo blog. E spostarlo. Perché come i delfini nella saga di Douglas Adams, non mi estinguo all’improvviso, vado solo via da qui. Tutti i contenuti del blog e gli eventuali nuovi articoli si spostano su giovannitufo.wordpress.com. Perché? Prima di tutto perché potrei voler continuare a esprimere, di tanto in tanto, qualche opinione un po’ più ragionata e wordpress.com mi permette di continuare a farlo, ma completamente gratis. Poi perché mi permette di avere uno spazio senza dover pensare ad aggiornamenti, a plugin che smettono di funzionare e ad altri tecnicismi che proprio non voglio dover seguire. Fanno tutto loro, lì, da qualche parte in America, e io da qui mi devo solo concentrare su una cosa: pensare.

Che poi non è che sia una cosa da niente.

Cosa ho scritto quest'anno?

Se con questo blog ci facessi dei soldi, questo post sarebbe una bieca operazione commerciale. Visto che non ci faccio i soldi (anzi, ce li spendo), questo post resta una bieca operazione commerciale, ma non mi fa guadagnare un centesimo di più.

Vorrei ripercorrere, mese per mese, quanto ho scritto, riproponendovi in lettura un po’ il best of… se si può parlare di best su questo angolo di internet (che quest’anno ha prodotto 33 articoli, 34 con questo, tanto per consumare un po’ di banda).

Gennaio (3 post)

Un post autocelebrativo, il mio bestseller di sempre, ma soprattutto l’articolo con cui ho aperto l’anno: la recensione di Shantaram. Questa ve la consiglio proprio, anche perché il libro merita!

Febbraio (3 post)

Altri tre post, con un’insospettabile ironia sul Kindle, piccoli errori di stampa sulle ricariche telefoniche e un bellissimo video che spiega la crisi finanziaria for the rest of us. Da vedere.

Marzo (6 post)

Si vede che a marzo avevo proprio poco da fare! Non mi metto a elencarli tutti, sarebbe noiosetto, ne segnalo solo un po’: ho scoperto un nuovo modo di viaggiare (molto geek e divertente, l’ho provato in agosto) e ho scritto la recensione del mio attuale telefonino, l’HTC Dream (il famoso Googlefonino). A quanto pare è la seconda pagina più visitata del mio blog.

Aprile (5 post)

In aprile ho presentato il mio First Cat (in opposizione all’omonimo First Dog), dissertato sulla pronuncia del nome dell’attuale scuderia campione del mondo e scritto un piccolo capolavoro incompreso, con strani legami tra diritto e webdesign… mi hanno dato del matto, ma secondo me resta uno dei miei post meglio riusciti.

Maggio (7 post)

Con la tesi in stallo e l’ultimo esame ancora lontano, maggio è stato prolifico, ben 7 articoli (anche se, quasi tutti di poco spessore). Assolutamente da segnalare il wikinaufragio, esperimento letterario con wikipedia (da ripetere!).

Giugno, Luglio e Agosto (0 post)

Estate, tempo di esami e di vacanze…secondo voi, mi mettevo a scrivere sul blog? Ovviamente no, ma non posso lasciarvi a bocca asciutta, quindi ecco le foto delle vacanze estive (da notare: il geohashing).

Settembre (3 post)

A settembre il blog cambia forma e diventa come lo vedete ora, gli altri due post sono fotografie scattate con il telefonino.

Ottobre (4 post)

Qualche ritoccatina al tema, il nuovo servizio di Google e un articolo sul futuro della lettura, frutto della sperimentazione estiva di un ebook reader. Questo, decisamente buono (ok, io sono l’oste, ma questo è buono davvero!).

Novembre (1 post)

C’è poco da scegliere. Nel mese in cui mi sono laureato, ho scritto solo la recensione dell’ultimo gingillo tecnologico comprato, il Kindle 2. Si integra con l’articolo del mese scorso e sono costretto a dire che è il migliore di novembre, visto che non ho scritto altro.

Dicembre (2 post)

Qui è controverso: devo inserire nel conteggio dei post anche questo? Ma soprattutto, se questo articolo linka tutti i miei post, dovrebbe linkare anche a questo? Facciamo così, lo inserisco nel conteggio (in fondo, l’ho scritto), ma non lo linko (in fondo, lo state leggendo). L’altro mio articolo è su un nuovo strumento di Google per i webmaster, strumento che però, secondo me, non funziona affatto.

E il 2010?

Perché fare previsioni? Quello che verrà, verrà. Buon Anno a tutti!

(Ah, se volete leggere anche i vecchissimi post, senza dover premere diverse volte il pulsante PREV del blog, c’è questo bellissimo archivio che presto avrà uno stile tutto suo e un link in alto per aumentarne la visibilità!)

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改善 (Cambiamento in meglio)

Un post breve breve, per annunciare alcune piccole novità:

  • HTML5: it’s the future, baby. Ho ritoccato il blog e riscritto il codice usando HTML5, anche per vedere un po’ come si fa;
  • font-face: ho usato questa splendida caratteristica dei fogli di stile per cambiare il carattere dei titoli e di qualcun altro elemento qua e la (maggiori informazioni sulla licenza d’uso di questi elementi la trovate nell’about, anche questo, aggiornato per accogliere le informazioni sui font)*.

Cos’è il titolo? Facile: 改 (Kai) vuol dire cambiamento, 善 (Zen) vuol dire meglio…quindi un miglioramento!

Nota: supportato a partire da Internet Explorer 4, Firefox 3.5, Safari 3.1, Opera 10, Google Chrome (seguendo questa guida) e successive versioni.

Credits: Ho deciso di giocare con font-face dopo aver letto Web fonts: usare ancora quelli standard o fiondarci sui css avanzati?

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Una nuova faccia

Scrivo questo (lungo) post per presentare un’ovvietà: la nuova veste grafica del blog.

In a red dress

La cosa che sicuramente salta di più agli occhi è la predominanza del colore rosso (ok, non è propriamente rosso, diciamo quasi arancio). In effetti il rosso è sicuramente il mio colore preferito e non ho perso l’occasione di usarlo (o abusarne, fate voi) per ridisegnare questo spazio.

Geographic Eyecandy

Sto per scrivere una cosa brutta. Se state usando Internet Explorer, vi state godendo metà dello spettacolo. E non mi interessa. In questo sito si fa un certo uso di bordi arrotondati e ombreggiature (senza ricorrere ad immagini), cosa che il browser di Redmond, WA ancora non supporta (nonostante siano degli standard). Spostatevi a sud e scegliete un browser designed in California (ma se scegliete il Panda Rosso, assicuratevi che sia almeno la versione 3.5). Non ho avuto modo di testarlo su browser norvegesi, ma non credo dovrebbero dare problemi, vista la loro (di solito) eccellente adesione agli standard.

This blog poked you.

Se non hai quella ventina di account tra social network e servizi web, non puoi dire di usare tutto quello che Internet ti offre (e magari sei anche uno di quelli che si è installato internet sul pc o che ha facebook e sicuramente usi Internet Explorer). Si capisce che seguirli tutti è faticoso e difficile, specialmente per chi non è così pratico (ma anche chi è pratico in fondo non sta sempre lì ad aggiornarli tutti). Il redesign dell’homepage serve proprio a presentare la mia identità digitale completa, raccogliendo gli ultimi aggiornamenti dai siti/servizi più importanti a cui sono iscritto (in maniera più ordinata e composta di un lifestream) e offre, per i più temerari la possibilità di abbonarsi al feed RSS di tutto questo bailamme tramite il magnifico servizio offerto da profilactic. Per gli altri, c’è il feed del blog. Ah, per quei pochi che se lo domandassero (e se lo domandano perchè non sanno cos’è un feed RSS e hanno installato internet e hanno facebook e sicuramente usano Internet Explorer), l’abbonamento è gratis, per cui ve lo consiglio.

Hardcore Metadata (coming soon)

Stiamo parlando di una cosa sotto il cofano. Che potete aprire, se sapete che il tasto destro del mouse è la levetta sotto il cruscotto. Se qualcuno, dicendovi che siete mancini, vi ha costretto ad usare il mouse con la mano sinistra, rintracciatelo e strangolatelo, visto che non è vero che i mancini non riescono ad usare il mouse con la destra (e ve lo dice un mancino). Inoltre, per voi la frase di prima non ha senso, che è un altro buon motivo per strangolare il di cui sopra. Tornando al motivo di questo paragrafo, il blog guadagnerà presto il pieno supporto ai microformats, per cui un giorno, quando ci sarà la rivoluzione e i vari programmi del vostro computer saranno integrati tra loro, potrete vedere agevolmente su google maps dov’è quel ristorantino di cui parlo tanto bene o leggere altre recensioni di quel gadget che ho comprato (e vedere quanto costa, chi lo vende e magari ordinarlo con un clic). Armatevi (di pazienza) e aspettate, perché non sapete né il giorno né l’ora.

We love standard

Se i metri (l’unità di misura) italiani fossero diversi dai metri francesi, passato il confine potremmo rischiare di non capire (a meno di tediose conversioni) quanto è lontana la nostra destinazione. Per fortuna i metri italiani e quelli francesi sono uguali (discorso diverso per gli inglesi, che tra le altre cose credono che “the right roadside is the left roadside”, non rendendosi conto che è un ossimoro). Lo standard aiuta a capirsi e rende la vita più facile a chi fa siti web, evitando brutte sorprese (discorso a parte per Explorer, i cui sviluppatori credono tra l’altro che “IE is a safe browser”, non rendendosi conto che è un ossimoro). Nel ridisegnare questo blog, ho mantenuto l’aderenza agli standard che già contraddistingueva la precedente versione.

This site is prefect

Per quanto possa essermi sforzato, questo blog è tutt’altro che perfetto. Qualunque cosa notiate (sia errori di italiano, che stranezze nel design), segnalatela (no, il titolo di questo paragrafo non è sbagliato).

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Video Youtube e siti standard aggiornato!

Ho aggiornato e corretto l’articolo Video Youtube e siti standard su segnalazione di Valentina. In pratica, ho corretto il codice (che a quanto pare, copiaincollandolo non funzionava) e inserito i nuovi parametri video di youtube (le dimensioni del video, che ora sono in formato widescreen). Vi invito tutti ad aggiornare i vostri (già standard) video da Youtube!

Model M, la tastiera definitiva

Scrivo questo post per parlarvi di un oggetto indispensabile per usare il computer, la tastiera. Anche se vi scrivo usando una Comfort Curve 2000 della Microsoft (piuttosto economica, ma comodissima se scrivete molto, soprattutto per me in questo periodo della tesi), il mio amore è solo per una tastiera che ha la mia età: la Model M di IBM. Questa tastiera nasce nel 1984 e si caratterizza, oltre che per essere praticamente indistruttibile e piuttosto pesante, per il clic dei suoi tasti, che ricordano le macchine da scrivere. La sensazione quando la si usa è assolutamente unica e impagabile, per ogni tasto hai l’assoluta certezza di averlo premuto, inoltre, il meccanismo dei tasti è studiato in modo che le peggiori schifezze di questo mondo (salatini e altri cibi che producono briciole, ma anche acqua), non intaccano minimamente la sua funzionalità. Il suo design vintage, aggiunge sicuramente un tocco di stile alla scrivania, e la distingue da quelle tastiere moderne troppo simili ad astronavi. La notizia migliore è che per averla non dovete per forza diventare svaligiatori di cantine o frequentare le fiere dell’elettronica (anche se, averne una marchiata IBM e usata è decisamente più appagante), ma, poiché il brevetto è passato di mano in mano (da IBM a Lexmark nel 1991, da Lexmark a Unicomp nel 1996), è tuttora in produzione! Basta infatti andare sul sito del produttore e scegliere il modello preferito. Ci sono un sacco di varianti, da quelle che integrano un trackpad, a quelle con configurazioni di tasti particolari, ma il mio consiglio è di optare per la Customizer 102/103/ Pearl White, che è quella originale. Certo, sono 69$, ma la qualità delle plastiche e degli altri materiali usati (principalmente acciaio, che la rende così pesante), sono insuperabili, vi durerà in eterno e con il suo design particolare darà un tocco di stile in più alla vostra scrivania!

Model M

Nella foto: la Model M di mio padre, che lo serve da tantissimi anni, orgogliosamente consumata e sporca, ma perfettamente funzionante (la “cicatrice” sotto lo spazio è una bruciatura di non ricordo più cosa).

What to wear – Parte 2

Visto che in un giorno è diventato uno dei post più frequentati ed ha ottenuto parecchi pareri favorevoli (ma altrettanti scettici), ho deciso di spostare l’idea un passo avanti. Ho appena finito di sistemare What to blog? il blog sullo sviluppo di “What to wear?”. È in inglese (giusto per darsi un tono di internazionalità) ed al momento estremamente minimalista come grafica (ok, non è che è minimalista, la grafica non c’è proprio!). Futuri aggiornamenti verranno pubblicati lì (qui comunque terrò tutti aggiornati sullo sviluppo).

Uovo di Pasqua a Natale

In questo noioso primo pomeriggio, leggevo sul blog di Donncha di una simpatica Easter Egg inserita all’interno di WordPress 2.6 (anche su wordpress.com funziona, provata).

Come fare? Molto semplice:

  1. Modificate un vostro post
  2. Scorrete la pagina in basso fino a alle revisioni e sceglietene una
  3. Scegliete la stessa revisione da comparare
  4. Seguite il coniglio bianco

Siamo rimasti indietro

[Scattata alla Stazione di Sezze Romano (LT)]

Noi coi blog siamo rimasti indietro…le ferrovie sono già al WEB 3.2

E noi che credevamo che le carrozze fossero affollate…in realtà sono molto più social di un Facebook qualunque.

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