Archivio mensile:novembre 2009

Kindle, ecco come va

kindle-w550

Come già scritto qualche tempo fa, mi sono lanciato nel fantastico mondo degli ebook. Se volete sapere come funzionano questi marchingegni e com’è l’esperienza di leggere un libro su uno schermo eink, vi invito a leggere (o a rileggere) il mio vecchio post. In questo post vi racconto com’è la vita con il Kindle.

Più grigi, più bello

Una delle prime cose che salta all’occhio, rispetto al mio bebook, è che si hanno più toni di grigio a disposizione. Questo vuol dire immagini più belle (tanto che, bloccando lo schermo, vengono proposti ritratti di scrittori o immagini legate al mondo della lettura, proprio per sottolineare che “sì, col Kindle si guardano anche le figure!”). Forse l’unico effetto collaterale è che lo sfondo non è più bianchissimo, ma un po’ grigetto (tipo foglio di carta riciclata) e questo diminuisce il contrasto del dispositivo. Niente di apocalittico, solo che in condizioni di scarsa visibilità un libro classico riesci ancora ancora a leggerlo, il bebook ti affatica, col Kindle è meglio che lo spegni (e il tuo nervo ottico ti ringrazierà).

Whispernet, la rete che sussurra

L’avevo già annunciata come la killer feature del Kindle e così è. Poter comprare libri in qualunque momento e da qualunque posto (o quasi, visto che la rete dei UMTS/GPRS non arriva sottoterra e in alcune località) è un’esperienza diversa. Si comprano più libri e forse si legge anche di più. Il piacere poi di fare colazione in pigiama leggendo la copia del quotidiano del mattino (e senza dover uscire di casa) è unico…tra l’altro, ho imparato a leggere un quotidiano ogni giorno, cosa che arricchisce e che tutti gli insegnanti di Italiano suggeriscono (e non ditemi che basta leggere le edizioni online, perché gli articoli sul quotidiano sono più lunghi e ci sono più approfondimenti…per ora le edizioni web dei quotidiani italiani sono, per come la vedo io, “superficiali”). Se vogliamo trovare un difetto, tenere l’antenna del Kindle accesa ne riduce l’autonomia a poco meno di 3-4 giorni, cosa del tutto inaccettabile. Per fortuna, è possibile spegnere l’antenna e accenderla solo quando serve, così che l’autonomia diventa accettabile (dovrebbero essere circa 2 settimane).

The ipod effect

L’obiettivo (più o meno) dichiarato di Amazon è di fare del Kindle l’ipod degli ebook. Esistono altri ebook reader, anche più economici, anche con più funzioni, ma il Kindle ha dalla sua un’interfaccia semplice, si può usare senza un computer (grazie alla rete) e un nome alle spalle che è già una garanzia per i libri online. Se ci aggiungete che è bianco, che ha i bordi arrotondati, che la parte posteriore è di metallo con una striscetta in plastica (come un iPhone 1G, per capirsi), che i cavi sono rigorosamente bianchi, capite che l’idea di Amazon è che la gente usi Kindle come sinonimo di ebook reader (come già usa ipod come sinonimo di lettore mp3). Secondo me ci sta riuscendo, visto che sono stati annunciati diversi prodotti anti-Kindle.

Cosa ci stiamo perdendo

Il vero tallone d’Achille, per ora, è la mancanza di contenuti in italiano. Lo stesso lettore viene reclamizzato con la tagline “Get English language books delivered wirelessly in 60 seconds”. “English language books”, appunto, non “books”. Speriamo solo che sia questione di tempo, anche perché non tutti i libri sono disponibili in Europa (per fare un esempio, l’ultimo Dan Brown, che sta vendendo di più in versione Kindle che cartaceo, non è disponibile per i Kindle europei) e i contenuti in lingua italiana (o francese o spagnola o tedesca ecc.) porterebbero ancora più utenti. Se poi, come me, non avete grossi problemi a leggere in inglese (e il fantastico dizionario integrato nel Kindle vi da una mano: posizionate il cursore su una parola e avrete la definizione completa) il prodotto è già godibilissimo così, ma i libri in italiano sarebbero una gradita aggiunta.

Contrassegnato da tag , , ,