Archivio mensile:aprile 2009

Non sono cose di questo mondo…

Mmm

Ci sono cose che non sono di questa Terra.

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Fogli di stile e brocardi

I fogli di stile per me sono sempre stata una questione sciamanica. Un po’ come il diritto, d’altronde. Per capire meglio gli uni e gli altri mi sono detto, perché non metterli insieme? Nasce così questo articoletto, sulla gerarchia dei fogli di stile e sulle sue analogie con le fonti del diritto.

Lex specialis derogat generalis

Per chi capisce un po’ di latino, ma anche per chi sa dire al massimo fac-simile, il significato del brocardo del titolo è piuttosto evidente: una norma speciale deroga quella generale. L’analogia con i fogli di stile è presto detta. Supponiamo di avere una lista non ordinata <ul><li>, per la quale abbiamo stabilito che ci piacciono tanto i quadratini (list-style: square), ma vogliamo anche che la lista che forma il nostro menu non presenti decorazioni. Prima di fare un giro intorno alla scrivania (impresa difficile, se come me tenete la scrivania addossata ad un muro), riflettete sul brocardo. Ci serve una legge speciale (oserei dire una legge ad listam). Se la nostra lista/menu ha un id preciso (diciamo menu, per essere originali), legiferiamo che per ul#menu li si usi list-style: none…ed ecco che il nostro browser “tutore della legge” impone alla lista/menu di adeguarsi alla normativa vigente (non abbiamo neanche previsto la pena, tanto è solerte il nostro browser e civile la nostra pagina).

Lex posterior derogat priori

Qui i capi di comunità religiose (priori) c’entrano poco, ma anche lo stesso uomo di prima (quello che sapeva dire fac-simile, per intenderci) capisce il significato del brocardo. Il criterio cronologico è importante! Le norme scritte successivamente abrogano le precedenti. Questo spiega molti mal di testa in fatto a fogli di stile. Perché quel dannato elemento ha cambiato improvvisamente stile? Forse perché non sono stato attento alla mia regola, che ha abrogato una regola precedente. La cosa si fa più evidente e complicata quando si usano più fogli di stile per una pagina, in questo caso basta richiamarne uno prima di un altro per avere effetti disastrosi; pensiamo all’eventualità di richiamare i fogli di stile in questo ordine: style.css, text.css, reset.css. Modificare l’aspetto della lista generica in style.css (con i quadratini che ci piacciono tanto) sarà inutile, se in reset.css hai dichiarato che servono i puntini! reset.css è stata approvata dopo, quindi abroga le leggi precedenti…si compri un buon codice aggiornato e ci riprovi!(ehi, ma si parla di codice sia in diritto che in “programmazione”…si capiscono tante cose…). La risoluzione delle antinomie normative ci insegna però che questo secondo brocardo è recessivo rispetto a quello precedentemente visto, per cui lex posterior generalis NON derogat priori speciali. Il che vuol dire: se nel caso in esame in style.css mettiamo una legge speciale, questa non viene abrogata dalle leggi di reset.css, purché queste siano generali (e di solito, uno chiama il foglio di stile reset.css proprio per avere una serie di regole generali).

Sicuramente ci sono altre analogie, ma per la mia (e la vostra) salute mentale, preferisco fermarmi qui.

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Io uso il profilactic

No, non parlerò di prevenzione e di sessualità. Volevo solo dire che l’idea che mi frulla in testa da parecchio tempo, il lifestream, ha avuto una spinta decisa. Ho scoperto questo servizio, profilactic appunto, che permette di creare il proprio lifestream aggregando tutti i propri account in pochissimo tempo e ha un simpatico plugin per wordpress che consente di integrarlo con il proprio blog. Io ne ho fatto la pagina principale (anche se ancora non mi soddisfa al 100%). Ho anche inserito il feed RSS del lifestream, così non potrete perdervi nulla, ma proprio nulla, di quello che faccio online. Ho mantenuto anche il feed precedente, nel caso non ve ne freghi niente di tutto ciò che non sia bog.

Feed RSS per il lifestream

Feed RSS del blog

Questi sono i feed inclusi (o che dovrebbero essere inclusi, se ci sono malfunzionamenti cercherò di capire perché):

  • Amazon.com (reviews, non credo ne farò molte, però)
  • del.icio.us
  • DON’T PANIC (il blog)
  • Facebook (credo siano gli status update, ma non ne sono sicuro)
  • Flickr
  • Linkedin
  • Travelgum (il travel-blog)
  • tumblr (non lo uso da una vita, forse riprenderò)
  • twitter
  • Vimeo
  • Youtube

Il prossimo passo è una rivisitazione della grafica del sito per renderlo più vicino alla mia idea di lifestream, ma per questo c’è ancora tempo.

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Impariamo a pronunciarlo bene!

Ross Brawn

Da italiani (e quindi potenzialmente tifosi Ferrari quando vince e detrattori quando perde), dovremmo sapere come si pronuncia, ma a quanto pare a molti sfugge. Per venirvi incontro, vi dico che Brawn si dice bron, esattamente come lawn si dice lon. Se non ci credete, ecco la definizione completa dal New Oxford American Dictionary:

brawn |brôn|

noun
1 physical strength in contrast to intelligence : commando work required as much brain as brawn.
2 Brit. meat from a pig’s or calf’s head that is cooked and pressed in a pot with jelly.

ORIGIN Middle English : from Old French braon ‘fleshy part of the leg,’ of Germanic origin; related to German Braten ‘roast meat.’

E mo, se vi risbagliate, vi bacchetto sulle mani!

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Meet Bo, the First Cat

In case anybody is wondering, Bo is a boy.

[Download in high resolution]

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You can also meet Bo, the First Dog at White House.

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